Nuove regole UE per cani e gatti: microchip obbligatorio e stop agli abusi
|
|
Tiempo de lectura 4 min
|
|
Tiempo de lectura 4 min
L'Unione Europea ha raggiunto un accordo storico sulla tutela di cani e gatti. Per la prima volta, vengono introdotte norme comuni a livello europeo che regolamentano allevamento, tracciabilità, importazione e gestione degli animali da compagnia. Un pacchetto normativo che punta a contrastare traffici illegali, pratiche abusive e selezioni genetiche dannose.
La novità più rilevante è l'obbligo di identificazione elettronica per tutti i cani e gatti presenti nell'Unione Europea, compresi quelli di proprietà privata. Ogni animale dovrà essere dotato di microchip e registrato in banche dati nazionali interoperabili, garantendo tracciabilità e controllo su tutto il territorio. Anche la Federazione dei Veterinari Europei ha evidenziato l’importanza del microchip e della registrazione centralizzata per migliorare tracciabilità e controllo.
I tempi di adeguamento sono differenziati: allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per mettersi in regola, mentre i proprietari privati avranno dieci anni per i cani e quindici per i gatti. Un sistema pensato per facilitare la transizione senza creare disagi immediati a milioni di famiglie europee.
Per prevenire gravi patologie ereditarie e pratiche commerciali dannose, il nuovo regolamento vieta gli accoppiamenti tra animali strettamente imparentati: genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli e mezzi fratelli. Una misura necessaria per contrastare gli allevamenti che, nella ricerca del profitto, hanno compromesso la salute di intere razze.
Altrettanto importante è il divieto di selezione mirata a ottenere caratteristiche estetiche estreme che comportano gravi problemi di salute. Alcune razze, selezionate per musi schiacciati, zampe corte o pieghe cutanee eccessive, soffrono infatti di problemi respiratori, articolari e dermatologici cronici.
Con queste nuove norme, l'Europa dice basta a pratiche che antepongono l'estetica al benessere animale.
Le nuove regole introducono anche limiti stringenti sulle modalità di gestione degli animali. Sarà vietato tenere cani e gatti perennemente legati a una catena, così come l'uso di collari a strozzo o a punte, strumenti che possono causare lesioni fisiche e sofferenza.
Un altro punto cruciale riguarda le importazioni da Paesi extra-europei. Per evitare che animali destinati alla vendita vengano dichiarati come "non commerciali" per aggirare i controlli, le nuove norme si applicano anche ai movimenti privi di finalità commerciale.
Cani e gatti importati dovranno essere già dotati di microchip prima dell'ingresso nell'UE e successivamente registrati in una banca dati nazionale.
Circa il 44% delle famiglie europee possiede un animale da compagnia e il mercato online rappresenta il 60% di tutte le vendite di cani e gatti nell'UE. Un settore in crescita, ma anche terreno fertile per pratiche illegali: falsificazione di documenti sanitari, vendite mascherate, traffici transfrontalieri senza controlli adeguati.
Fino ad oggi, le uniche norme europee su cani e gatti riguardavano esclusivamente le movimentazioni commerciali e gli spostamenti al seguito dei proprietari in viaggio. Mancava un quadro normativo completo che regolamentasse allevamento, vendita e custodia, e questo vuoto legislativo ha permesso per anni l'esistenza di pratiche abusive difficili da contrastare.
Queste nuove disposizioni rientrano nella proposta normativa attualmente in esame presso il Parlamento Europeo. Il documento ufficiale è consultabile sul sito del Parlamento Europeo.
Per chi possiede già un cane o un gatto, il cambiamento principale sarà l'obbligo di microchip e registrazione, ma con tempi lunghi: dieci anni per i cani, quindici per i gatti. Una transizione graduale che tiene conto della necessità di non gravare immediatamente su milioni di proprietari. Per chi acquista o adotta un animale, invece, la differenza sarà immediata: maggiore trasparenza sull'origine, controlli più severi su allevatori e venditori, garanzia di tracciabilità. Un passo avanti importante per tutelare sia gli animali che i loro umani.
Il microchip diventerà obbligatorio per tutti i cani e gatti in Europa?
Sì. Le nuove norme UE introducono l’obbligo di microchip e registrazione per tutti i cani e gatti presenti nel territorio europeo. I proprietari avranno però tempi lunghi per mettersi in regola: dieci anni per i cani e quindici per i gatti.
I cani e i gatti in Italia non erano già obbligati al microchip?
In Italia il microchip è già obbligatorio per i cani, mentre per i gatti dipende dalle normative regionali. Le nuove regole UE puntano però a uniformare i requisiti in tutti gli Stati membri, creando sistemi di registrazione interoperabili.
Perché l’UE ha vietato gli accoppiamenti tra animali consanguinei?
Il divieto serve a prevenire patologie ereditarie e a contrastare pratiche di allevamento che mirano a ottenere caratteristiche estetiche dannose per la salute. L’obiettivo è migliorare il benessere degli animali e ridurre problemi respiratori, articolari e dermatologici.
Saranno vietati i collari a strozzo o con punte?
Sì. Le nuove norme vietano l’uso di collari a strozzo, a punte e strumenti che possono causare lesioni o sofferenza. Saranno vietati anche i sistemi che costringono l’animale a vivere stabilmente legato.
Come cambiano le regole per chi acquista o adotta un animale?
Allevatori, venditori e rifugi dovranno rispettare requisiti più severi sulla tracciabilità e sulle condizioni di allevamento. Questo garantisce maggiore trasparenza sull’origine dell’animale e riduce il rischio di traffici illegali o documenti falsificati.
Cosa succede con le importazioni di cani e gatti da paesi extra-UE?
Tutti gli animali importati dovranno essere già microchippati prima dell’ingresso nell’Unione e registrati successivamente in una banca dati nazionale. Le nuove norme rendono più difficile mascherare vendite come “movimenti non commerciali”.
Quando entreranno in vigore le nuove regole europee?
Il pacchetto normativo è stato approvato a livello politico e seguirà l’iter formale dell’UE. Le tempistiche di applicazione variano: 4 anni per allevatori, venditori e rifugi; 10 anni per i proprietari di cani; 15 anni per i proprietari di gatti.
Perché questa riforma era necessaria?
Il mercato europeo degli animali da compagnia è cresciuto rapidamente, soprattutto online, favorendo traffici illegali e pratiche abusive difficili da controllare. Le nuove norme creano un quadro unico per garantire tutela, tracciabilità e benessere animale.