Cane e gatto con veterinario: linee guida del Ministero della Salute sull'utilizzo degli antibiotici in cani e gatti.

Antibiotici per cani e gatti: le nuove linee guida del Ministero della Salute per un uso prudente

Escrito por: Martina Melgazzi

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Nuove Direttive Ministeriali (Maggio 2026): il Ministero della Salute ha pubblicato le linee guida per l'uso prudente degli antibiotici nei cani e nei gatti, inserite nel Piano Nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza (PNCAR) 2022-2025.

La strategia "One Health": la stretta convivenza con gli animali da compagnia rende cruciale il controllo degli antimicrobici per prevenire il rischio di trasmissione interspecie di batteri resistenti.

Strumento tecnico, non obbligo: il documento non introduce vincoli di legge, ma si propone come una guida prescrittiva basata su esami specifici come l'antibiogramma.

Stewardship e restrizioni: vengono fortemente limitati l'uso in deroga di farmaci umani e l'impiego di molecole critiche, preservando così l'efficacia dei medicinali salvavita.

Il Ministero della Salute ha pubblicato le nuove linee guida dedicate all'uso prudente degli antibiotici nel cane e nel gatto. Il documento, inserito nel Piano nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza 2022-2025, introduce indicazioni operative rivolte ai veterinari per limitare l'abuso di antimicrobici e contrastare la diffusione di batteri resistenti, fenomeno considerato una delle principali emergenze sanitarie globali.

La crescente presenza di cani e gatti nelle case italiane e il loro stretto contatto con le persone rendono gli animali da compagnia un elemento cruciale nella strategia "One Health", secondo cui salute animale, salute umana e ambiente sono strettamente collegati.

Come sottolineato nel documento ministeriale, "gli animali da compagnia possono fungere da serbatoio favorendo la diffusione di batteri resistenti" e "alla luce dell'ampio utilizzo di antibatterici nei pets e del loro stretto contatto con gli esseri umani, anche queste specie rappresentano una potenziale causa di diffusione di batteri resistenti".

Un documento tecnico, non un obbligo di legge

Il Ministero specifica che le linee guida "si propongono come strumento non legislativo e non cogente", quindi privo di obblighi diretti, ma pensato per accompagnare i veterinari nelle scelte terapeutiche quotidiane. L'obiettivo è favorire un confronto costante tra autorità competenti, operatori e veterinari curanti sulle scelte ragionate di trattamento dell'animale.

Il documento, elaborato da un gruppo multidisciplinare composto da esperti universitari, veterinari pubblici e liberi professionisti, Istituti Zooprofilattici e rappresentanti istituzionali, comprende 87 capitoli e tabelle tecniche che affrontano in modo molto ampio la gestione delle infezioni nei cani e nei gatti.

Il rischio di trasmissione tra animali e uomini

Uno dei punti centrali del documento riguarda il rischio di trasmissione interspecie dei batteri resistenti. Le linee guida sottolineano che "uno degli aspetti critici in tema di antibioticoresistenza nel cane e nel gatto è il rischio di trasmissione interspecie, favorito dalla crescente condivisione di abitudini e ambienti tra pets e proprietari". 

Il testo richiama l'attenzione su batteri particolarmente pericolosi come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), gli Enterobatteri produttori di carbapenemasi e lo Staphylococcus pseudintermedius meticillino-resistente (MRSP). Secondo il documento, gli animali domestici possono contribuire alla "ri-circolazione all'interno del nucleo familiare" di questi microrganismi. 

Il fenomeno dell'antibiotico-resistenza non riguarda soltanto gli allevamenti intensivi. Anche la medicina veterinaria degli animali da compagnia è coinvolta, soprattutto a causa dell'aumento delle prescrizioni negli ultimi decenni. Come si legge nell'introduzione del documento: "Negli ultimi decenni gli animali da compagnia sono aumentati notevolmente di numero, è cambiato il loro ruolo sociale, è cresciuta l'attenzione per il loro benessere e status sanitario e, di conseguenza, il ricorso alle cure veterinarie e all'uso di antibiotici".

Le raccomandazioni ai veterinari: prescrizione consapevole

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la prescrizione degli antibiotici. Le linee guida affermano che "prima di iniziare un trattamento antibiotico bisognerebbe essere certi che l'infezione in atto sia di tipo batterico".

La scelta del farmaco dovrebbe basarsi su:

  • Aspettative di efficacia clinica
  • Bassa tossicità per l'animale
  • Minore influenza possibile sulla selezione di batteri resistenti

Il Ministero sottolinea inoltre che una terapia appropriata "dovrebbe essere sempre basata sui risultati dell'antibiogramma effettuato a partire dai batteri patogeni isolati nel paziente". Questo esame di laboratorio permette di identificare quali antibiotici sono effettivamente efficaci contro il batterio responsabile dell'infezione, evitando trattamenti inefficaci che selezionano ceppi resistenti.

Antibiotici critici e molecole vietate

Particolare attenzione viene dedicata agli antibiotici considerati critici per la salute umana. Le linee guida ricordano che l'EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) distingue diverse categorie di antibiotici, indicando alcune molecole da utilizzare con forti restrizioni, tra cui:

  • Cefalosporine di terza e quarta generazione
  • Chinoloni
  • Polimixine

Il documento elenca inoltre gli antibiotici vietati negli animali perché riservati esclusivamente alla medicina umana. Tra questi compaiono:

  • Carbapenemi
  • Glicopeptidi come vancomicina e teicoplanina
  • Linezolid
  • Altre molecole considerate essenziali per trattare infezioni gravi nell'uomo

Queste restrizioni servono a preservare l'efficacia di farmaci salvavita per l'uomo, evitando che l'uso veterinario contribuisca alla selezione di batteri resistenti anche a questi antibiotici di ultima linea.

Igiene e prevenzione nelle strutture veterinarie

Ampio spazio è dedicato anche alla prevenzione delle infezioni nelle strutture veterinarie. Le linee guida spiegano che "la pressione selettiva esercitata dall'antibiotico, associata a carenze igieniche, può favorire la selezione e la diffusione di batteri resistenti".

Per questo il documento raccomanda:

  • Separazione degli ambienti in base al rischio infettivo
  • Utilizzo di dispositivi di protezione individuale
  • Igiene rigorosa delle mani
  • Disinfezione costante di tavoli, gabbie, strumenti e superfici
  • Controlli microbiologici periodici negli ambienti clinici

Le mani del personale vengono definite "il principale veicolo di trasmissione dei microrganismi" e il documento considera il lavaggio delle mani "una delle procedure più importanti ed efficaci per il controllo delle infezioni".

Le indicazioni entrano anche nei dettagli tecnici: dalla frequenza di pulizia delle sale operatorie all'uso di disinfettanti specifici (clorexidina, iodopovidone e clorossidanti), fino alle procedure per la sterilizzazione degli strumenti chirurgici.

L'uso "in deroga" dei farmaci umani e la strategia di Stewardship

Il ricorso all'impiego "in deroga" di antibiotici autorizzati per l'uomo, soprattutto prima dell'introduzione della ricetta veterinaria elettronica, è stato molto diffuso e non sempre giustificato. Il Ministero richiama il Regolamento europeo 2019/6, ricordando che il veterinario deve limitare l'uso in deroga ai soli casi in cui non esista un medicinale veterinario idoneo registrato.

Il testo introduce infine il concetto di "antimicrobial stewardship", ovvero il principio della responsabilità prescrittiva di contesto e non solo individuale: la terapia deve garantire la massima efficacia per il singolo paziente, minimizzando al contempo l'impatto ecologico globale. Questa visione è supportata dalle massime organizzazioni internazionali come WHO, WOAH e FAO.

Il punto di vista di Bau Cosmesi: l'importanza della prevenzione naturale

In linea con la filosofia di Bau Cosmesi, le nuove direttive ministeriali evidenziano quanto sia cruciale proteggere la salute dei nostri compagni a quattro zampe prima ancora che si renda necessario l'intervento farmacologico.

La prevenzione quotidiana passa attraverso una corretta igiene e il supporto alle naturali difese dell'organismo. Mantenere intatta la barriera cutanea protettiva tramite l'uso di cosmetici naturali formulati nel rispetto del pH cutaneo del pet, unita a un'alimentazione sana e bilanciata, rappresenta la prima linea di difesa per ridurre l'insorgenza di problematiche dermatologiche e sistemiche, limitando così la necessità di ricorrere a terapie antibiotiche.

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